Indignamoci… Febbraio 12, 2007
Posted by dippy in impegno.2 comments
Dopo il post degli auguri di Natale restato inquietantemente due mesi a campeggiare sul blog, mi sento in dovere di ricomiciare con un post impegnativo, anche perchè i tempi lo richiedono, purtroppo. Vi segnalo la lettera di un collega di Filippo Raciti che ho trovato su un forum. E’ toccante ed è utile a capire il punto di vista di persone che rischiano la vita tutte le domeniche a causa di un gioco. Un gioco che io adoro e che molti stanno tentando di distruggere.
Filippo Raciti era un mio collega.
Ed è un onore per me potermi definire tale.
In Polizia siamo tanti, migliaia.
Lui, però, faceva il mio stesso tipo di lavoro: era un sottufficiale di un Reparto Mobile, proprio come me.
Faceva quasi le stesse cose che io faccio ogni fine settimana.
Filippo Raciti io non lo conoscevo. Tanto quanto non lo conoscete voi né tutti quelli che ora si profondono in servizi strappalacrime.
Però io riesco ad immaginare nitidamente il suo lavoro. Come potesse viverlo, cosa provasse mentre andava in caserma per prepararsi ad un servizio di Ordine Pubblico, che discorsi facesse con i suoi colleghi.
Che cosa dicesse ai genitori, a sua moglie, alle persone che gli volevano bene salutandoli per uscire ed andare in servizio.
Anche che parole scegliesse per raccontare quanto succede nei nostri stadi.
Più o meno penso fossero le stesse parole che io scelgo quando provo a spiegare tutto quanto le televisione non hanno mai fatto vedere se non in un servizio alle otto e mezzo, prima della fine del Telegiornale e, rigorosamente, dopo i gol delle Domenica.
In un piccolo trafiletto del giornale di sport di turno, in una notizia sulle “brevissime” del Televideo.
Adesso tutti sanno.
Tutti hanno visto.
Ed ora tutti invocano giustizialismo, durezza, tolleranza zero, modelli esteri, repressioni.
Tutti lì a sventolare il cappio, a chiedere la forca.
Ora chiudono la stalla… ma i buoi dove sono andati a finire?
Dov’era prima, tutta questa gente che benpensa?
Per quasi dieci anni sono stato Agente di Polizia. A proposito, Filippo Raciti era un ISPETTORE della Polizia di Stato. Quindi un SOTTUFFICIALE della Polizia. Non un Agente ma nemmeno un Commissario come alcuni hanno detto.
Almeno quando uno muore sarebbe giusto rendergli l’onore del ruolo che ricopre.
E che *****.
Lavorava al REPARTO MOBILE DI CATANIA, non alla Questura o alla Squadra Mobile.
Reparto Mobile… Sembra che questo nome non entri in testa ai chi lo dovrebbe ben scandire. Però quello di Bolzaneto lo conoscono tutti, giusto? E nessuno ne ha mai storpiato il nome.
Di questi dieci anni io ne ho trascorsi circa quattro a lavorare negli stadi.
A fare il “celerino” come si dice in senso dispregiativo.
Ho lavorato in un centinaio di partite, dalla serie A ai dilettanti, dalla Champions League a Milan – Rubentus, da Livorno – Pisa a Sanremese- Imperia.
Mi sono scontrato con quegli esseri che amano definirsi Ultras molte volte.
Li chiamo esseri perché definirli persone sarebbe troppo.
Sono dovuto ricorrere all’ospedale in tre casi.
Una volta una bomba carta mi è esplosa a qualche metro di distanza (sono stato fortunato, io) e mi ha fatto perdere temporaneamente l’udito. Un’altra siamo stati aggrediti dai “tifosi” del Livorno a colpi di pezzi di sanitari, cinghiate, pietrate. Sono finito a terra, ho strisciato una mano sul cemento ed mi si è sradicata per ¾ un’unghia. Infine in uno scontro con i tifosi della Rubentus ho riportato un’intossicazione da gas ed una contusione ad un dito, credo per una cinghiata.
Qualche altra volta sono stati lividi ed un po’ di bastonate ma niente ospedale, per non specularci sopra. E ovviamente, senza ricevere nessun premio, medaglia o gratificazione di alcun tipo.
NON sono un eroe, sia chiaro: sono un dipendente dello Stato che onora il suo contratto di lavoro.
Punto.Questi miei sono tre piccoli episodi, poca cosa.
Però negli stessi quattro anni a qualcuno è andata peggio.Ho visto un collega sfregiato al viso da un mattone, un ragazzo con una gamba suturata per dodici punti vicino all’arteria femorale a causa di un bottigliata, un collega con un polpaccio perforato da parte a parte da una bomba carta, un altro con una scheggia conficcata nella palpebra a pochi centimetri dall’occhio. E poi clavicole rotte, arti fratturati, ginocchia lesionate, placche al titanio nel cranio.
Tutto questo solo in un gruppo di stadi del Nord ed in qualche anno di tempo.
Nel quasi assoluto silenzio delle istituzioni e dei media.
Ma tutto ciò succede da ANNI, gente.
Nell’indifferenza di moltissimi, con la connivenza di molti, a causa della paura di troppi. Paura di affrontare il problema, paura di applicare la legge, paura di essere uno Stato e non un arbusto che preferisce piegarsi che resistere.
Questa mail non ha uno scopo, non deve servire a nulla, ovviamente. E’ un mio sfogo personale, un modo per dare un senso agli eventi, un modo per pensare che la morte di un collega possa trovare un significato.
Per questo vi chiedo semplicemente un piacere: INDIGNATEVI.
Indignatevi quando sentite di gente che uccide, picchia, devasta, danneggia, insulta, odia per una partita di calcio.
Indignatevi quando vedete persone che vanno in giro con le felpe con scritto sopra “Ultras”, “Warriors”, “Fighters”, “Collettivo” o altre ****ate del genere vantandosi di appartenere ad un mondo di forza, furore e valore bellico che esiste solo nelle loro teste malate. Un mondo che dovrebbe prevedere la possibilità di scannarsi reciprocamente e, anche, coinvolgere chi cerca di fermarli. Un mondo in cui l’unico valore è la violenza *****e di chi sfrutta il gruppo per sentirsi qualcuno.
Questa è gente senza palle.Uomini falliti, forti solo con la faccia coperta e le armi addosso.
Gente che da sola non vale nulla. Gente che da sola non protesterebbe per niente e contro nessuno, neppure se gli portassero via la casa o gli pignorassero tutti i loro averi ma che in mezzo alla folla è disposta a scontrarsi in nome del Nulla.
Noi andiamo ad affrontarli con un casco concepito vent’anni fa, uno scudo che si frantuma con una pietrata ben lanciata, un manganello di gomma rigida per non cagionare troppo danno. Ma di fronte a bombe che contengono chiodi e vetri, a spranghe di ferro, a caschi integrali da motociclista, a cannoncini che sparano razzi di segnalazione nautica, a bulloni d’acciaio, coltelli, biglie di ferro, pezzi di ceramica taglienti come rasoi… Potete immaginare quanto può fare la nostra attrezzatura.
Indignatevi perché ci compriamo con i nostri soldi anfibi decenti e protezioni migliori che lo Stato non ci fornisce.
Indignatevi quando la gente dice che “anche gli sbirri si divertono a picchiare la gente” perché, credeteci, di tutte le persone in servizio in qualunque stadio d’Italia e con qualunque divisa nessuno è felice di essere lì. Non ce n’è uno, di quegli sbirri, che non preferirebbe essere con la sua donna, con i figli o con gli amici piuttosto che in mezzo a insulti, sputi, urla, lancio di petardi e fumogeni.
Credeteci, è così.
Indignatevi pensando che a fare la fine del mio povero collega potevo esserci proprio io, una persona che conoscete. Come migliaia di altri carabinieri, finanzieri, vigili urbani che prendono la centesima parte di quanto guadagna un calciatore. Di quell’idolo della curva che arriva allo stadio un’ora prima della partita e torna nel suo albergo a cinque stelle un’ora dopo mentre noi ci siamo
da due ore prima sino a tre o quattro ore dopo, sotto la pioggia e la neve, con il sole che picchia a 40 gradi sul casco e ti fa quasi svenire, con il vento gelido che dopo sei ore in piedi ti entra fin nelle viscere.
Indignatevi per la morte di Filippo.
Perché morire in servizio si può, fa parte di questo lavoro, è una piccola postilla non menzionata sul nostro contratto. Ma per una partita di pallone proprio no, non è giusto.
Se conoscete qualcuno cui questa mail può servire a riflettere… fate in modo che la legga.
Se pensate che qualcun altro la debba ricevere, che sia un giornale, un personaggio politico o il vostro vicino di casa inviategliela.
Io non vorrei che qualcuno potesse pensare che parlo a nome di chicchessia o per conto di altri.
Vi sto semplicemente raccontando quella che mi sembra sacrosanta verità.
R.G.
BUON NATALE !!! Dicembre 24, 2006
Posted by dippy in auguri.19 comments

Happy Xmas (War Is Over) – John Lennon
(Happy Xmas Kyoko
Happy Xmas Julian)
So this is Xmas
And what have you done
Another year over
And a new one just begun
And so this is Xmas
I hope you have fun
The near and the dear one
The old and the young
A very Merry Xmas
And a happy New Year
Let’s hope it’s a good one
Without any fear
And so this is Xmas
For weak and for strong
For rich and the poor ones
The world is so wrong
And so happy Xmas
For black and for white
For yellow and red ones
Let’s stop all the fight
A very Merry Xmas
And a happy New Year
Let’s hope it’s a good one
Without any fear
And so this is Xmas
And what have we done
Another year over
A new one just begun
And so happy Xmas
We hope you have fun
The near and the dear one
The old and the young
A very Merry Xmas
And a happy New Year
Let’s hope it’s a good one
Without any fear
War is over, if you want it
War is over now
Happy Xmas
i LOVE beatles Dicembre 18, 2006
Posted by dippy in songs.4 comments
Ancora quasi un mese per scrivere un altro post. Questa volta però non è colpa mia. Tra viaggi in Irlanda, prove per un concorso con un gruppo, serate con l’altro gruppo, un progetto universitario, non ci sto capendo nulla in questo periodo.
Cosa fare per rilassarsi? Guardare il nuovo video promo di Within You Without You / Tomorrow Never Knows tratto da The Beatles – LOVE
Come fare a introdurre questo capolavoro senza rovinarlo con ciance inutili? Posso usare una frase di Roberto Benigni: “Le parole non contano, conta la musica”
The Musical Box – Genesis Novembre 24, 2006
Posted by dippy in songs.10 comments
Dopo quasi un mese di latitanza e di non scrittura rieccomi qui con un nuovo post musicale.
E’ il 1972 ed i Genesis eseguono una delle mie canzoni preferite in assoluto: The Musical Box (ma no, dippy, nessuno aveva capito che questa canzone ti piacesse) . La suonano per una TV belga completamente dal vivo (non credevo si potesse
). Sembrano giovanissimi ed in effetti lo sono… in media hanno 22 anni a testa!. E’ incredibile come riescano a passare con disinvoltura da uno strumento all’altro nella stessa esibizione. Nell’intro sia Tony Banks che Mike Rutherford (in realtà bassista) sono alle chitarre, poi Banks passa alle sue tastiere. Peter Gabriel, oltre a cantare recitando in un modo in cui lui soltanto sa fare, si diverte a suonare il suo flauto traverso e un bravissimo Phil Collins seduto alla batteria aiuta con i controcanti. E come dimenticare Steve Hackett alla chitarra solista, protagonista di un solo memorabile, tra l’altro uno dei primi esempi di tapping nella storia della chitarra.
Ed dopo mille ascolti sulle urla finali di Gabriel non riesco a non emozionarmi ancora una volta…
Man On The Moon Ottobre 25, 2006
Posted by dippy in cinema.10 comments

Film capolavoro del 1999 di Milos Forman, regista, fra gli altri, di Hair, Amadeus e Qualcuno volò sul nido del cuculo. In Italia non ha sicuramente avuo l’attenzione che merita.
L’ho visto due volte in poco tempo e lo consiglio vivamente a tutti voi. E’ la storia di Andy Kaufman, showman statunitense moooolto particolare.
L’attore protagonista è Jim Carrey, in un’interpretazione a mio parere da Oscar.
Curiosità: il titolo del film è tratto dalla canzone Man On The Moon dei R.E.M., dedicata proprio a Kaufman, e contenuta nell’album Automatic for the People. Inoltre il cantante e leader del gruppo statunitense, Michael Stipe, è uno dei produttori del film.
Fatemi sapere se vi è piaciuto
Caserta e l’immondizia Ottobre 21, 2006
Posted by dippy in impegno.10 comments
Sconcertante video sull’emergenza rifiuti a Caserta. Incredibile che una città così bella venga rovinata da cumuli di spazzatura ammassati per strada.
Ho letto di questo video sull’interessante blog di Dario Salvelli, mio collega universitario. Spero che facciate anche voi il passaparola!
E-Mail Icon Generator Ottobre 18, 2006
Posted by dippy in web.4 comments
C’è voluto abbastanza per trovarlo, ma ne è valsa la pena!
Qui c’è un generatore di icone per email. Funziona solo con i provider più noti in particolare per quelle di gmail e msn.
A parte il fattore estetico (anche l’occhio vuole la sua parte), voi dite che mi aiuterà a limitare lo spam?
In ogni caso, vuoi mettere poter scrivere la mia mail così?

Il mio nome è De pasukua. Maruko De pasukua Ottobre 17, 2006
Posted by dippy in cazzeggiamento puro.13 comments

Come puoi dormire di notte senza sapere come fare a pronunciare il tuo nome in giapponese?
Effettivamente da quando so che a Tokyo mi chiamerebbero Maruko De pasukua (in luogo di Marco Di Pasqua) dormo molto più tranquillo
Clicca qui per la traduzione del tuo nome
